Dolce principessa dagli occhi belli, dallo sguardo dolce e profondo... Navigando attraverso le tempeste, ho incontrato il tuo sorriso che illuminerà il mio orizzonte. Il tuo volto, inquieto e delizioso, ha calmato ogni bufera... La mia barca è ormai ancorata nel tuo porto, e la mia stiva di gioia è piena.
Oggi ho spiegato di nuovo le vele alla ricerca di mete impensabili, con la tua gioia come faro e il tuo sorriso ad accarezzare l'anima di questo vecchio marinaio, errante ed eterno...
Io non ho chiesto nulla... e non ho rubato nulla... Tutto di te era già nel mare, nel paesaggio, nel vento, in questo universo di sogni dove in due si viaggia per mari diversi... prendendo tutto ciò che il viaggio offre, anche se non è sempre buono.
Se ho preso qualcosa da te, principessa, come compensazione ti dono la mia vita. Ti regalo l'odore del mare, la brezza marina, le grida dei gabbiani e il mio vecchio berretto; l'aroma del tabacco della mia pipa, l'anello d'oro al mio orecchio, tutte le perle del mare, l'oro di ogni naufragio e un cuore di corallo rosso... E il tuo nome, che ho dipinto sulla mia prua.

Cuore di corallo
rosso
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Il “Yulya I”
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LASCIÒ LA GIAMAICA
Lasciò la Giamaica,
diretto a New York,
un gran veliero, un gran veliero, carico di rum.
In mezzo al mare
la nave affondò;
la colpa fu del signor capitano,
che s'ubriacò.
Non sento la nave, non sento la nave,
è andata perduta...
Sento il pilota, sento il pilota e l'equipaggio.
Poveri marinai, poveri pezzi di cuore...
che il mare in tempesta,
che il mare in tempesta ha inghiottito.
Signor Capitano!
mi permetta di salire,
per issare la bandiera sull’albero maestro del suo brigantino.
Perché voglio guardare,
dall’albero maestro,
se nel porto c'è, se nel porto c'è,
ad aspettarmi il mio amore.
Non sento la nave, non sento la nave,
è andata perduta...
Sento il pilota, sento il pilota e l'equipaggio.
Poveri marinai, poveri pezzi di cuore...
che il mare in tempesta, che il mare in tempesta ha inghiottito.
Signor Capitano!
mi permetta di salire,
per issare la bandiera sull’albero maestro del suo brigantino.
Perché voglio guardare,
dall’albero maestro,
se nel porto c'è, se nel porto c'è, ad aspettarmi il mio amore!


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